Jee Young Lee e i suoi paesaggi immaginari

Per ogni autoritratto della serie intitolata “Daze, stage of mind”, l’artista coreana Jee Young Lee, crea ed elabora installazioni nel suo studio di Seoul. Le scene sono state costruite con materiali di uso quotidiano – compensato , bicchieri di carta , cannucce e Lee decorate a mano da lei stessa. I paesaggi costruiti sono le sue interpretazioni di esperienze personali, sogni e racconti di fiabe coreane, ricordi d’infanzia e storie occidentali (fra cui anche alcune opere Shakespeare). Il risultato sono delle scenografie pischedeliche e suggestive all’interno di uno studio di appena 3 x 6 m dentro cui, una volta completate, l’artista- 30enne- si fotografa senza mai guardare l’obiettivo e occupare un posto centrale.

Nella serie intotolata ” Resurrection” Lee si riferisce alla fiaba di Shimcheongin, di una ragazza che si getta in mare e torna alla vita all’interno di un fiore di loto. In questo modo l’artista ha voluto rappresentare la rinascita del suo percorso fotografico.

Di seguito potete vedere “Resurrection” insieme a una piccola selezione dei suoi lavori.

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