self portraits

Jen Davis

Progetto

Non è raro per gli artisti,  sopratutto tra fotografi, rivolgersi ad autoritratti di tanto in tanto. Fotografi come Cindy Sherman hanno costruito la loro carriera su questo.

La scelta di usufruire delle possibilità offerte dalla fotografia per riflettere su di sé e per far riflettere sulle relazioni esistenti tra la propria persona e una certa ‘cultura’ che vincola l’identità pubblica della medesima ad un rapporto obbligato con la dimensione estetica è il motivo per cui mi sono fatta coinvolgere da questo lavoro fotografico realizzato dall’americana Jen Davis. Un lavoro che ritengo abbia saputo coniugare in una sintesi felice il valore estetico delle immagini e la pregnanza del loro significato. Un lavoro della durata di dieci anni in cui l’autrice si è auto-ritratta fotograficamente insieme alle incertezze sulla sua immagine del corpo e alla forma delle relazioni che questa immagine ha prodotto nella sua vita sociale. La fotografia, in questo caso, è stato il mezzo di comunicazione utilizzato per raccontare la sua storia e al tempo stesso lo strumento per analizzare la propria vita e la forma del rapporto che questa ha prodotto tra la sua dimensione psichica individuale e le opinioni condizionanti espresse dalla società in cui viviamo. Una società che determina la bellezza basandosi solo su dei modelli generalizzati che riducono la persona al suo aspetto fisico, con cui l’autrice si trova a dover fare i conti.

Attraverso queste fotografie, Jen Davis intende interrogarsi ed interrogare i fruitori delle sue fotografie sulla bellezza, sull’immagine del corpo, sull’identità personale e formula un’osservazione mirata sulla sua storia. Cerca di creare un rapporto di continuità tra sé e lo sguardo su di sé attraverso la fotocamera e trasforma l’atto di fotografare in una performance sul vivere quotidiano. Molte delle foto sono state realizzate in casa, rivelando aspetti di sé anche molto privati.

Un lavoro in parte basato su esperienze personali ricostruite in fotografia e in parte frutto di fantasia, come quando immagina rapporti fisici con dei partner che possano garantirle una vita intima, amore e desiderio.

Un decennio in questo progetto, scopre che il suo corpo sta cambiando. Come in passato, continua a fotografare attraverso ogni nuova circostanza consente alla fotocamera di dare un senso a tutto.

http://jendavisphoto.com

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